Prendersi cura dei figli, l’importanza dell’organizzazione

Cari genitori benvenuti nel ventunesimo secolo, dove la tecnologia e le connessioni fanno sembrare facile qualunque cosa, eppure crescere un bambino rimane una sfida che mette a dura prova moltissime coppie.

Già, perché con papà e mamme che lavorano entrambi (al netto dei permessi per la maternità), prendersi cura del bambini durante il giorno è un compito che viene demandato in prima battuta ai nonni o agli zii (ove possibile), o in molti casi ad asili nido o baby sitter, con una conseguente spesa che vanifica in parte le maggiori entrate provenienti del lavoro dei genitori.

Mamma e figlio si guardanoInsomma, invece di restare casa col proprio bambino si finisce per preferire lavorare allo scopo di avere uno stipendio in più (spesso part-time) che si finisce per spendere in buona parte per pagare qualcuno che si occupi del bambino al posto nostro, nel classico caso del serpente che si morde la coda.

Ma andiamo oltre gli evidenti aspetti economici. Specie durante la settimana, infatti, quello che manca è il tempo per stare assieme, il che di certo non semplifica il rapporto con il bambino, che per natura è portato ad esigere il cento per cento dell’attenzione praticamente in ogni momento della giornata.

Nell’odierno mondo del multi-tasking, siamo spinti a credere di poter gestire tante cose tutte assieme, così oltre al lavoro molti genitori, spaventati dal perdere le abitudini e le connessioni sociali che costituivano la routine precedente alla nascita del bambino, spesso scelgono di mantenere persino attività come la palestra, lo yoga, e altre, riducendo ancora di più il tempo disponibile.

Conciliare il bambino, la casa, il lavoro e le attività extra è oggettivamente difficile, ecco perché spesso, quando si parla di sacrifici per il proprio bambino, non ci si riferisce tanto al fatto di svegliarsi la notte se si lamenta, ma soprattutto a fare delle rinunce personali.

Lo stress per le troppe cose da fare ci porta ad essere più nervosi, rischiando di trasmettere il nostro stato d’animo al bambino, che a sua volta potrebbe agitarsi, innescando una pericolosa reazione a catena. Bisogna fare qualcosa.

Sembra assurdo, ma anche se spesso i problemi con un bambino piccolo nascono e si risolvono come per magia, possiamo fare delle cose molto concrete per affrontarli meglio. Ad esempio organizzandoci. Eliminare gli imprevisti è assolutamente impensabile, ma con una buona organizzazione si possono limitare anche di molto, vediamo qualche consiglio.

La pappa

Ogni bambino ha i suoi orari per la pappa, anche se poi sono soprattutto teorici. Ad ogni modo, come raccomandano gli esperti, è necessario dare al bambino una regolarità, abituandolo a mangiare sempre agli stessi orari. Questo vuol dire che il cibo deve essere sempre con voi, anche quando il bimbo non prende più il latte dalla madre. Portate sempre con voi un po’ di pastina dentro un thermos o un contenitore di plastica da microonde, per farlo scaldare all’occorrenza in un locale.

Dove andare col bambino?

Cercate sempre di raccogliere informazioni sul posto dove andrete, anche se si tratta solo di un ristorante. Oggi su internet potete consultare schede, guardare le foto e farvi un’idea di cosa potrà o non potrà fare il piccolo in quel contesto.

Se è il bambino è vivace, prediligete un locale spazioso, ad esempio un ristorante con un’area giochi all’aperto, ma verificate anche che abbia la sala interna abbastanza spaziosa, dove in caso di cattivo tempo potrà sgranchirsi almeno un po’ le gambe senza dare fastidio al personale di servizio.

Considerate che ormai esistono, almeno a livello locale, diversi siti specializzati sui locali per bambini, perciò potete facilmente mapparvi quelli più adatti a seconda della zona dove andrete.

Quando andare?

Quando si tratta di bambini, specie se sono molto piccoli, una bella giornata può trasformarsi di colpo in un incubo. Per questo è fondamentale prevedere tutto il prevedibile. Se qualche giorno prima della partenza sembra accusare un piccolo malanno di stagione, valutate di rimandare la gita.

Se dovesse peggiorare, le mura domestiche renderanno più facile affrontare il problema. In generale, se avete in programma un weekend da qualche parte, valutate sempre lo stato di salute del bambino e aggiornate la vostra decisione.

Meglio rimandare piuttosto che rovinarsi la gita, approfittando del fatto che ormai molte strutture turistiche accettano la cancellazione della prenotazione senza penali anche fino a una settimana prima del check-in.

Chiara
Sono Chiara, la mamma fortuna di Giulia, una splendida bambina di 9 anni. Lavoro in un negozio di abbigliamento al centro di Roma e nel tempo libero (poco) cerco di curare questo blog

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